Il termine "legno di cedro" raggruppa in commercio diverse specie arboree accomunate da caratteristiche simili: le più diffuse in Italia sono il Cedrus atlantica (cedro dell'Atlante), il Cedrus libani (cedro del Libano) e specie nordamericane come il Thuja plicata (cedro rosso del Pacifico). Le proprietà descritte in questo articolo si riferiscono principalmente alle specie del genere Cedrus.
Caratteristiche fisiche principali
Il legno di cedro presenta una struttura a grana fine e regolare, con alburno chiaramente distinguibile dal durame. Il durame tende al colore rosato o marrone chiaro, mentre l'alburno è più pallido. Questa distinzione cromatica è visibile anche nei pezzi lavorati e rappresenta un indicatore di qualità nella selezione del materiale.
Dati fisici indicativi – Cedrus atlantica
| Densità (secco al 12%) | 490–530 kg/m³ |
| Classe di durabilità naturale (EN 350) | 2–3 (mediamente durevole) |
| Ritiro radiale | circa 2,5–3,5% |
| Ritiro tangenziale | circa 5–6% |
| Punto di saturazione delle fibre | circa 28–30% |
I dati sopra riportati sono indicativi e derivano da fonti bibliografiche di settore. La densità effettiva varia in base all'origine geografica del legname, alle condizioni di crescita e al metodo di essiccazione.
Durabilità naturale e resistenza biologica
Il cedro appartiene alla classe di durabilità 2–3 secondo la norma europea EN 350-2, che valuta la resistenza del durame ai principali agenti di degrado biologico: funghi basidiomiceti, batteri lignicoli e insetti xilofagi.
La resistenza naturale è dovuta principalmente alla presenza di terpeni e oleoresine nel durame. Questi composti sono responsabili anche dell'odore caratteristico del legno fresco, percepibile soprattutto durante la lavorazione meccanica. Con l'invecchiamento, i terpeni si ossidano parzialmente e l'odore diventa meno intenso, pur mantenendo proprietà repellenti documentate nei confronti di alcune tarme (Tineola bisselliella) in condizioni di laboratorio.
La resistenza agli insetti dipende dalla concentrazione di oleoresine, che si riduce negli strati superficiali e nell'alburno. Per questa ragione, le applicazioni in ambienti con rischio entomologico elevato richiedono comunque trattamenti integrativi.
Comportamento in ambienti interni
Come tutti i legni, il cedro è un materiale igroscopico: assorbe e cede umidità in risposta alle variazioni del microclima ambientale. Il coefficiente di ritiro del cedro è relativamente basso rispetto ad altre specie comuni, il che lo rende stabile nel tempo se correttamente essiccato.
In Italia, il contenuto di umidità equilibrio del legno per ambienti interni riscaldati si stabilizza intorno all'8–10% nella stagione invernale e può salire fino al 14–16% in ambienti non climatizzati. Per i mobili destinati a interni, si raccomanda legname con umidità di consegna tra il 10 e il 12% per ridurre i movimenti dimensionali dopo la posa.
Lavorabilità e applicazioni tipiche
Il cedro è considerato un legno di media lavorabilità. Risponde bene alla piallatura e alla levigatura, ma la presenza di nodi frequenti può causare irregolarità locali durante la lavorazione con utensili rotanti. La coesione trasversale è buona, rendendo il materiale adatto alla produzione di:
- Ante e strutture di armadi
- Rivestimenti interni di pareti (lambris)
- Cassettiere e bauli per la conservazione di tessuti
- Pannellature decorative in ambienti residenziali
- Cornici e battiscopa
Confronto con specie concorrenti per gli interni
Rispetto al castagno, specie tradizionalmente usata negli interni italiani, il cedro ha una durabilità naturale comparabile ma una densità leggermente inferiore. Rispetto al pino silvestre, il cedro presenta maggiore resistenza ai funghi e un profilo olfattivo più gradevole a lungo termine. Rispetto al noce europeo, il cedro è più economico ma meno pregiato sotto il profilo estetico del valore del legno.
La scelta tra cedro e alternative dipende principalmente dal contesto applicativo, dal budget e dalle esigenze di manutenzione. Il cedro si colloca in una fascia di materiali a buon rapporto tra prestazione naturale e costo di approvvigionamento.
Note sulla selezione del legname
Non tutta la produzione commerciale etichettata come "cedro" appartiene al genere Cedrus. In particolare, nei mercati nordamericani il termine "western red cedar" indica il Thuja plicata, botanicamente non un vero cedro. Le proprietà fisiche di queste specie sono simili ma non identiche. Quando si acquista legname per interni, è utile richiedere al fornitore la denominazione botanica e il documento di provenienza.
Fonti di riferimento
- Hoadley, R.B. (2000). Understanding Wood: A Craftsman's Guide to Wood Technology. Taunton Press. – Riferimento tecnico sulle proprietà fisiche dei legni.
- EN 350-2:1994 – Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno. Comitato Europeo di Normazione (CEN).
- Kollmann, F.F.P., Côté, W.A. (1968). Principles of Wood Science and Technology. Springer. – Trattazione scientifica della struttura del legno.
- FAO, Forestry Division – Dati sulle specie forestali e classificazioni internazionali.